“Riconoscere un buon allevatore”

Purtoppo non tutti gli allevatori mirano al benessere dei propri cani, ci sono persone infatti che non guardano ad altro che al guadagno, ma come fare per distinguerli?

  • L’allevatore competente avrà i genitori dei cuccioli testati per le malattie della razza, sul pedigree saranno indicate (se presenti o meno) fino alla 3a generazione. La mancanza di certificazioni è un campanello dell’allarme;
  • Ci sono “cagnari” che cambiano il prezzo a seconda del rilascio (es.1200€) o meno (es.600€) del pedigree: pensate di risparmiare ora, ma più avanti le cure per il cane saranno costose. Se infatti un allevatore ha cani in salute, perché non dovrebbe dimostrarlo?;
  • Un buon allevatore tenderà ad allevare poche razze;
  • Un buon allevamento fa poche cucciolate, in modo da seguire per bene la madre e i piccolini; con molto personale competente però le cucciolate possono essere maggiori;
  • Le madri, a meno che non facciano davvero pochi cuccioli (1 o 2) , affronteranno una sola gravidanza annua: questo permetterà alla femmina di riprendersi;
  • Il carattere dei cani è influenzato dalla genetica: chiedete al proprietario di vedere i genitori, l’unico rifiuto giustificato è l’impossibilità di vedere il padre perché troppo distante, ma con la mamma non ci sono scuse che reggano;
  • Anche l’esperienza forgia il carattere del cucciolo: se sono presenti adulti dell’allevamento questi educheranno il piccolo su come comportarsi correttamente;
  • Guardate dove cresceranno i cuccioli o dove sono già le eventuali cucciolate, l’ambiente deve essere pulito, senza odori forti e ben illuminato: la pulizia è importante per la salute dei piccoli;
  • Il cucciolo ha bisogno di un minimo di 60 giorni con la madre e i fratellini, un allevatore competente non ve li cederà prima;
  • Tenendo ai propri cuccioli, l’allevatore vi sommergerá di domande a tutela di questi e sarà disponibile anche quando il piccolo sarà a casa del cliente.

Che sia da lavoro o da bellezza, è necessario conoscere bene le tendenze di razza e rispettarle, senza affidarsi a luoghi comuni. Non bisogna aspettarsi di portare a casa un soprammobile, ma un essere vivente con la propria personalità e i propri bisogni.

Annunci

“Accogliere il cucciolo”

Come si può accogliere al meglio il nostro cucciolo?

Dal punto di vista materiale non ci serve molto:

  • 2 ciotole, una per il cibo e l’altra per l’acqua;
  • Il kennel, o un recinto, dove il cane può rifugiarsi e sentirsi indisturbato;
  • Lo steso cibo che aveva l’allevatore;
  • Giochini, meglio se diversi e che non abbiano parti staccabili che il piccolo possa ingerire;
  • Un tappetino o una coperta morbida;
  • Tir di tappetini assorbenti;
  • Bomboletta anti-odore apposita;
  • Un collarino e un guinzaglio (per me, e ripeto “per me” la pettorina su un cucciolo non è il massimo, ma se volete utilizzarla non dovrebbe passare sotto le ascelle e sullo sterno e avere un aggancio a metà dorso).

Basta, davvero. A volte i venditori (che fanno il loro mestiere) fanno acquistare tante cose che non sono necessarie (vestitini, giochi MOLTO costosi…).

Come comportarsi?

  • La smania di conoscere e coccolare il cucciolo sono molto forti (ne so qualcosa), ma guardatela dal punto di vista di un cucciolo indifeso, lontano dagli individui, dagli odori e dalla situazione che conosceva. Questo è molto stressante e per non andare a peggiorare la situazione è meglio lasciarlo libero di esplorare o di
  • Se il viaggio è andato bene e il piccolo è calmo, dategli da mangiare iniziando ad attiralo con il suo nome, non passerà molto tempo prima che lo impari;
  • Se vedete che il piccolo inizia a giocare, fategli compagnia, parlategli in tono dolce ed allegro e interagite con lui, in questo modo risulterete “positivi” ai suoi occhi e faciliterà l’ambientazione;
  • Se avete dei bambini insegnategli a rispettare lo spazio del cane, non permettetegli di prenderlo in spalla (i cuccioli sono imprevedibili) , nessun tipo di maltrattamento: fisico o acustico (urla) che sia;
  • Se possedete un altro cane non obbligatelo a conoscere il nuovo arrivato, assicuratevi che il cane adulto si comporti in modo corretto, ma anche che il piccolo non lo infastidisca troppo (anche i cani hanno un limite) e se la situazione non è delle migliori, non lasciateli mai liberi quando voi non ci siete;
  • Se dorme lasciatelo stare, il sonno infatti per i cuccioli è di vitale importanza e il disturbo di questo può sfociare in comportamenti problematici;
  • Può capitare che senta la mancanza della mamma e dei fratellini: se piange non sgridatelo, premiatelo invece quando è tranquillo con del cibo o intrattenendolo col gioco;
  • Il cucciolo cercherà di rosicchiare qualsiasi cosa dovete quindi mettete in sicurezza cavi e fili vari e tutto ciò a cui tenete;
  • Quando fa qualcosa di sbagliato è meglio interrompere la sua attività dicendogli “no” prima ed indirizzarlo verso il gioco che può masticare: non bisogna urlare o picchiarlo, perché oltre a servire a poco (niente), è dannoso in un rapporto che deve ancora incominciare;
  • Quando il piccolo capisce il no e smette prima che noi lo andiamo a tirar via, si può premiare con il cibo, coccole o gioco;
  • Premiarlo quando fa i bisogni sul tappetino o anche appena vicino (a piccoli passi) e ignorarlo quando invece sbaglia: pulire senza farsi vedere e con prodotti enzimatici (non contengono “odori” che inducono il cane a farla proprio lì);
  • Nei giorni antecedenti all’ultimo vaccino, se lo volete portare fuori dovete tenere in considerazione gli aspetti climatici (freddo, vento, pioggia), la sicurezza (vetri, oggetti appuntiti e/o piccoli che possono essere ingeriti) e igiene (proprio per evitare la trasmissione delle malattie): se siete in ambiente sicuro (non sterilizzato) potete fargli fare le prime esperienze e con i bocconi premiatelo ogni volta che vi guarda o viene da voi;
  • Non viziatelo neanche il primo giorno, siate coerenti con ciò che volete e non volete da lui;
  • Bisogna avere tanta pazienza: noi dobbiamo imparare come gestire lui e lui deve imparare a capire cosa gli chiediamo.

Nei prossimi articoli tratterò la gestione, l’educazione, l’addestramento e la finestra di socializzazione.