“Lo sheepdog in Italia e ciò che non si impara dai cani- Intervista ad Andrea Balugani”

Andrea Balugani mi ha gentilmente concesso un’intervista per fare chiarezza su cosa sta accadendo nel mondo dello Sheepdog italiano.

“La maggioranza dei soci non ritiene che questo consiglio li possa rappresentare, così stanno richiedendo e hanno già richiesto (secondo lo Statuto) un’assemblea straordinaria in cui si deciderà se continuare con questo consiglio o meno” cosa che purtroppo gli viene negata, nonostante sia quasi il 50% a richiederla (quando ne basta il 25%), violando così lo Statuto.

“Siamo stati costretti ad intraprendere vie legali, ma questo non servirà perché i tempi di attesa sono lunghi e questo consentirà all’attuale consiglio di finire il proprio mandato”.

Andrea e le altre persone ritengono che in questo Consiglio, oltre a chi si occupa di gestire bene la carica (purtroppo si ritrovano dentro a questa situazione), ci siano persone inattive da sempre o comunque da molto e persone incompetenti.

Andrea e altri suoi colleghi hanno voluto dare un messaggio forte, nonostante si siano qualificati tra i primi 7/8 nelle competizioni Nazionali (tra cui chi si è classificato primo, Lorenzo Diana), hanno ritirato i loro 4 cani perché il Consiglio ha acconsentito a fare una gara a Settembre, sempre però collocandola nella stessa Stagione, con la coincidenza che ci sono persone vicine al Consiglio fuori da questa classifica.

Non c’è un divieto nel regolamento che lo impedisca, ma non era mai successo prima e questo anno ci sono state gare a oltranza che hanno dato occasione a tutti di classificarsi.

“Bisogna anche considerare l’ambito in cui il cane fa le gare, in questa Stagione infatti le competizioni si susseguono, mentre invece ad andare a Settembre ci saranno 3 mesi in cui il cane non farà gare ma sarà solamente preparato”.

So già che non sarei arrivato primo col mio cane, sulla carta ci sono binomi più preparati, ma dare un messaggio così forte è necessario in quanto non si può fare altro. Saranno sì Campioni Italiani, ma su quanti partecipanti?”.

Forse bisognerebbe imparare solo a divertirsi e a lavorare col proprio cane, proprio come loro fanno con noi.

 

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Dog dance – intervista a Lusy Imbergerova

Lusy (2° posto Crufts 2017, 2° posto campionato europeo 2016 Austria, 2° posto campionato mondiale Mosca, campioni nazionali freestyle 2016, campioni nazionali heelwork to music 2017, referente nazionale Dogdance CSEN, giudice internazionale dogdance, giudice PRO-DD e fondatrice del centro LuXader – tricks & dogdance) ha da sempre una grande passione per i cani, mi spiega che sin da quando era piccola li addestrava e riusciva a fargli eseguire dei comandi e che chiunque può fare Dog Dance con il proprio amico, anche da autodidatta.

La Dog Dance affonda le sue origini negli anni ’80 in Canada, è una combinazione tra alcuni esercizi di obbedienza, tricks, musica, coreografia, arte, creatività con alla base un fantastico rapporto col proprio cane, facile no?

Nel 2008 Lusy viene a conoscenza di questo sport che pratica con Xar, uno Schnauzer gigante. Ora invece la pratica con Deril, il suo Belga Laekenois. Ci tiene a sottolineare che questo sport può essere praticato da tutti i cani di razza o meno, facendo attenzione alla mole e rispettando i tempi di apprendimento diversi, oltre che da razza a razza, anche da soggetto a soggetto. La mole condiziona i movimenti che può compiere un cane senza andare a danneggiare la salute fisica, ma conta tanto anche in fatto di ciò che il pubblico e i giudici vedono: il gesto di un cane piccolo che per esempio mima il “sì” con la testa sarà meno evidente se lo confrontiamo con un cane grosso.

Non solo, nella Dog Dance è presente una categoria Handicap&senior: consente infatti a cani anziani o con disabilità (es. con 3 zampe) di essere comunque riconosciuti come atleti, un aspetto magnifico che valorizza soggetti che normalmente verrebbero messi da parte (diciamocelo, scartati) per ogni attività che implichi movimento.

Questo è il video di un cane disabile… riuscite a capire cosa ha? La soluzione è alla fine dell’articolo.

http://results.sporting-dog.eu/show/video/184166851

Un altro aspetto che personalmente ritengo importantissimo è la voce (che non è presente in nessun’altra disciplina) di Team Work: il binomio viene giudicato oltre che per l’artisticità e la tecnica, anche per come si comporta il conduttore col cane e di quanto esso sia piacevolmente coinvolto. Un aspetto così importante che in caso di pareggio sarà preso in considerazione per designare il vincitore.

Inoltre è uno sport che tocca tutte le corde emotive dello spettatore, ci sono spettacoli infatti che trasmettono enorme gioia, altri che puntano sulla vivacità del cane, altri ancora che fanno commuovere o fanno venire la pelle d’oca da tanto sono emozionanti (provare per credere).

Questa disciplina presenta le Classi Ufficiali comprese anche in altri sport (le classi I, II, III più senior/handicap, trio e quartetto), ma anche le cosiddette Class Fun, dove possono partecipare cani da 6 mesi in su (fino ai 15 mesi non possono eseguire esercizi dannosi alle articolazioni), dove è consentito utilizzare bocconcini, giochi, target, insomma una classe per chi inizia e vuole imparare, perché oltre la valutazione, i giudici danno consigli per migliorare l’esibizione. Sono così utili che anche chi è già a livelli più alti le sfrutta per risolvere i problemi, ad esempio, di un esercizio in cui il cane fa fatica.

Vediamo ora gli aspetti che vengono giudicati in questo sport a livello internazionale (DDI: Dog Dance International), il massimo del punteggio è comunque di 200 punti:

  • Team Work: carisma dell’Handler (conduttore), carisma del cane e lavoro di squadra;
  • Dinamicità: espressione dell’Handler nella danza, variazioni ritmiche, interpretazione musicale;
  • Concetto: scelta della musica, idea e realizzazione del concetto;
  • Coreografia: sviluppo e struttura, bilanciamento, posizionamento/allineamento;
  • Fluidità: scorrevolezza, transizione e combinazione;
  • Esecuzione: accuratezza, segnali e costanza;
  • Contenuto: contenuto e combinazioni, equilibrio tra mosse e tricks e variazioni;
  • Difficoltà: mosse, combinazioni e segnali/interazioni.

Si prende in considerazione la salute del cane e vengono penalizzati quei comportamenti scorretti  (sgridare il cane, anche se solo si alza la voce) verso questo. Viene penalizzato l’abbaio del cane, anche richiamare l’attenzione o far eseguire un ordine toccandolo; invece ricevere aiuto dall’esterno, uscire dal ring, utilizzare premi o target comporta la squalifica.

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Le 18 posizioni di base dell’Heelwork to Music

Ci sono due categorie di Dog Dance:

  • Freestyle in cui il cane esegue degli esercizi a piacere del conduttore;
  • Heelwork to Music: con 18 posizioni di base e in cui il cane non può allontanarsi dalla posizione “al piede” del conduttore durante il 75% del tempo totale della routine.

In entrambe le categorie il conduttore utilizza costumi particolari a seconda della coreografia (detta routine).

Una disciplina in cui si valorizza quanto abbiamo saputo coinvolgere il cane, di qualsiasi razza o età e anche con handicap, in cui no, non ci sono “numeri da circo” (per le lingue più velenose) ma tanto lavoro, creatività e passione.

P.S. La cagnolina è zoppa perché ha una gamba più corta delle altre, vi sembra che questo l’abbia fermata? Stupendo binomio!

“Il Canicross – intervista a Stefano Battaglini”

I: Stefano cosa è il Canicross e da dove ha avuto origine?

S: Il Canicorss è una disciplina sportiva in cui si corre insieme al proprio cane. Si hanno due teorie principali riguardo le sue origini: una riguarda i mushers, che per tenere allenati i cani anche in estate utilizzavano questo metodo; l’altra invece sostiene che è nata nell’ambito del podismo in Francia.

I: Con chi e da quanto pratichi questa attività?

S: Pur correndo dal 2010, pratico questa attività dal 2015 con Ghigo (Breton di circa 5 anni) che ho trovato mentre appunto ero in corsa e la sua voglia di farmi compagnia per più di un’ora, ha fatto scattare la scintilla che mi ha portato ad appassionarmi di questo sport.

I: Come si insegna al cane a praticare questa attività?

S: In realtà a molti cani piace correre, è un comportamento che fa parte del pacchetto “caccia”, ma alcuni cani vanno motivati. Si può invogliarli col gioco, oppure affidandolo ad un amico mentre noi gli corriamo davanti, via via sempre più distanti e meno visibili. Un’altra strategia è quella di portarli verso un luogo che il cane ama, partendo con la corsa sempre più distanti, o ancora, farsi aiutare da un binomio che si posizionerà davanti a quelli meno esperti/motivati.

I. Ci sono razze specifiche o comunque più adatte per questo sport?

S: E’ erroneo pensare che “madre natura” abbia infuso il “tratto corridore” in ogni cane, la natura c’entra poco con questo animale, in quanto l’uomo ha selezionato i caratteri a lui più utili. Molti cani possono correre se sono in forma (non troppo pesanti o brachicefali esagerati) se l’obbiettivo è rafforzare il rapporto tra il binomio e migliorare salute e forma fisico; nell’ambito agonistico invece si fanno incroci mirati a creare un soggetto veloce ma resistente. Un esempio sono i mix di razze nordiche che sono perfetti per la slitta su terra; nell’ambito del Canicross si incrociano Bracchi con Greyhound e la prole che mostra qualità intermedia viene di nuovo incrociata con il cane da caccia, sono riconosciuti come Greyster; se poi vengono incrociati con l’Alaskan Husky, nascono gli Eurohound, decisamente più adatti in fatto di resistenza.

I: Quali attrezzature usi?

S: In generale, oltre alle scarpe adatte, bisogna usare una cintura, che con una corda detta “linea”, è collegata alla pettorina del cane. La cosa importante è che ci sia un sistema di ammortizzazione tra il binomio, per evitare danni e affaticamento a carico dell’apparato locomotore di entrambi. Ci sono varie pettorine in commercio, ma in generale si può parlare di Short o Long, differenziate a seconda della posizione del punto di aggancio della linea. Su quale utilizzare è bene vedere le preferenze del cane, le Long si differenziano per X back (per il traino pesante) e Faster (più adatte al galoppo in quanto lasciano la schiena libera).

I: Quali precauzioni bisogna prendere?

S: I rischi che si corrono sono relativi alla temperatura, al terreno e alle condizioni del cane. Le alte temperature influiscono molto sugli allenamenti e le prestazioni perché i cani non riescono a disperdere il calore in modo efficiente, per questo noi dobbiamo sapere quando fermarci anche se loro continuerebbero a correre; inoltre il cane dovrebbe abituarsi gradualmente alla durezza o ruvidità del terreno, per evitare escoriazioni ai polpastrelli;

un altro rischio è la torsione dello stomaco, per questo si dovrebbe avere l’accortezza di lasciare il cane a digiuno per almeno 4 ore prima dell’attività e di farlo mangiare quando si sarà ripreso dalla corsa; anche l’idratazione è importante, bisogna fargli bere qualche sorso prima e dopo la corsa e assicurarsi che beva lentamente se si è ancora in fase di corsa, sempre con l’acqua a temperatura intermedia, mai troppo fredda.

In inverno il nostro amico tende a bere con moderazione, è possibile rendere l’acqua più appetibile aggiungendo qualcosa di liquido (olio di tonno) o in polvere (formaggio grattugiato) che invogli il cane a bere.

CURIOSITA’

Gli inglesi per assicurarsi che il cane possa fare attività moltiplicano la temperatura per l’indice di umidità, se il risultato è > 1000 è meglio non rischiare la salute del cane.

E’ un’attività che migliora e solidifica il legame del binomio, Stefano mi ha raccontato che Ghigo anche se si emoziona nel vedere una cornacchia, non devia e continua invece a procedere dritto.

CONCLUSIONE

Il Canicross è uno sport utile a tenere in forma il binomio, consente infatti di passare molto tempo all’aria aperta, di sfogare il tratto “inseguimento”del cane e che proprio per questo necessita della collaborazione di entrambi i componenti i quali svilupperanno un affiatamento maggiore. Cosa chiedere di più?